{"id":3328,"date":"2020-12-28T09:46:06","date_gmt":"2020-12-28T08:46:06","guid":{"rendered":"https:\/\/asieci.it\/cms\/?p=3328"},"modified":"2021-01-03T22:03:54","modified_gmt":"2021-01-03T21:03:54","slug":"conoscere-il-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asieci.it\/cms\/conoscere-il-cervello\/","title":{"rendered":"Conoscere il cervello"},"content":{"rendered":"<p>Il cervello \u00e8 un organo estremamente articolato e complesso, sia dal punto di vista fisiologico sia funzionale.<\/p>\n<p>Conoscerne le caratteristiche e il funzionamento, bench\u00e9 in modo schematico e ad ampio spettro, \u00e8 di importanza cruciale per studiare e poter applicare le tecniche neurolinguistiche, di comunicazione ipnotica e ipnotiche.<\/p>\n<p><strong><em>Un po\u2019 di numeri<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Oggi sappiamo che nel cervello ci sono tra i 100 e i 200 miliardi di neuroni. Gli studi pi\u00f9 recenti delle neuroscienze ci dicono che ogni neurone \u00e8 potenzialmente connesso con un numero molto alto di suoi \u2018vicini\u2019: un numero che va dai 1.000 ai 10\/20.000 a seconda delle diverse regioni cerebrali.<\/p>\n<p>Questo significa che in un singolo cervello esistono da un minimo di circa 100 mila miliardi di connessioni\u00a0<strong>potenzialmente utilizzabili<\/strong>\u00a0(potremmo dire \u2018cablate\u2019) fino a circa 2 milioni di miliardi di connessioni. Per semplicit\u00e0 arrotondiamo a 1 milione di miliardi, ovvero<strong>\u00a010<sup>15<\/sup>\u00a0connessioni<\/strong>\u00a0(un \u20181\u2019 iniziale seguito da 15 zeri).<\/p>\n<p>Ora facciamo\u00a0<strong>un parallelismo e parliamo di giochi con le carte.<\/strong><\/p>\n<p>Prendendo un mazzo da 52 carte (13 per ognuno dei 4 semi) e giocando a poker, dove si distribuiscono ai giocatori gruppi di 5 carte, ci possiamo chiedere quante possibili combinazioni ci sono di estrarre gruppi diversi di 5 carte ciascuno, partendo dal mazzo intero. La risposta \u00e8 molto semplice e ce la d\u00e0 il calcolo combinatorio. Tralasciando i dettagli del calcolo, la risposta \u00e8 questa: 2.598.960 (oltre due milioni e mezzo di combinazioni).\u00a0Sei sorpreso?<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 un pensiero?<\/strong><\/p>\n<p>Volendo stare al gioco del parallelismo facciamo questa ipotesi: che\u00a0<strong>un pensiero<\/strong>\u00a0(o, se vuoi, una percezione o un\u2019emozione)\u00a0<strong>corrisponda all\u2019attivazione di un certo numero di connessioni tra neuroni:<\/strong>\u00a0diciamo 100. Quindi immagina un \u2018percorso neurale\u2019 che tocchi 100 neuroni che si sviluppa tra 10<sup>15<\/sup>\u00a0connessioni potenziali.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8:\u00a0<strong>quante possibili combinazioni ci sono di comporre \u2018pensieri\u2019 di 100 connessioni ciascuno, partendo da 10<sup>15<\/sup>\u00a0connessioni?<\/strong>\u00a0Un numero cos\u00ec elevato che dovrei scrivere un \u20181\u2019 seguito da un tale numero di zeri da non bastare 100 anni a riportarlo su carta (ammesso di avere carta a sufficienza) scrivendo uno zero al minuto.<\/p>\n<p>E questo solo considerando una possibile \u2018estrazione\u2019 a gruppi di 100 elementi. Ma se estendiamo questo esempio a gruppi di un numero \u2018n\u2019 qualunque di elementi \u2013 che possono corrispondere a tipologie diverse di pensieri o \u2018elaborazioni\u2019 del cervello (percezioni sensoriali, ricordi, ragionamenti, etc.) capisci bene che le possibilit\u00e0 sono praticamente infinite.<\/p>\n<p>Allora \u00e8 chiaro che di fronte a una tale complessit\u00e0 non \u00e8 possibile costruire un modello preciso di un qualunque singolo cervello al fine di prevedere \u2018esattamente\u2019 come funziona e cosa produca, per esempio rispondendo a uno stimolo (interno o esterno che sia). Detto in altri termini: se prendo 100 mila persone e le sottopongo allo stesso stimolo esterno, per esempio un\u2019immagine o una parola, non \u00e8 possibile prevedere esattamente quali \u2018pensieri\u2019 (intesi come output allo stimolo) vengano generati.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare \u00e8\u00a0<strong>osservare come si distribuiscano le diverse risposte<\/strong>\u00a0dei 100 mila cervelli e trovarvi delle ricorrenze, ammesso che esistano. E, se esistono, iniziare a costruire un\u00a0<strong>\u2018modello funzionale\u2019 del cervello.<\/strong><\/p>\n<p>Quindi, un modo scientificamente fondato per approcciarsi a questa complessit\u00e0 \u2013 e alla met\u00e0 del secolo scorso, prima delle nuove scoperte delle neuroscienze e dell\u2019avvento delle nuove tecnologie informatiche era l\u2019unico modo \u2013\u00a0<strong>\u00e8 fare osservazioni empiriche e\/o esperimenti basati su metodi statistici,<\/strong>\u00a0in modo da mettere in evidenza eventuali schemi di comportamento e di risposta agli stimoli dominanti.<\/p>\n<p>Rilevare schemi e \u2018modellare\u2019 \u00e8 l\u2019approccio che hanno avuto alcune discipline di indagine sviluppate in quegli anni.<\/p>\n<p>Tra queste, la\u00a0Programmazione Neuro-Linguistica, (schematizzata a partire dagli anni \u201970) ha permesso di individuare\u00a0alcune funzioni importantissime del cervello, relative alle connessioni e all\u2019interdipendenza tra linguaggio, neurologia e fisiologia.<\/p>\n<p><strong><em>La scatola nera<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Se ti dico \u2018scatola nera\u2019 a cosa pensi?<\/strong>\u00a0Qual \u00e8 l\u2019immagine che il tuo cervello va a recuperare?<\/p>\n<p>Molto probabilmente quella di un aereo. Perch\u00e9 in effetti la scatola nera \u00e8 un oggetto installato su tutti gli aerei, le grandi navi e i mezzi trasporto in generale che contiene dei dispositivi di\u00a0<strong>registrazione: dei dati di navigazione, dei parametri del mezzo, delle comunicazioni,<\/strong>\u00a0etc. Il tutto al fine di risalire alla storia recente, in caso di incidente. Per questo motivo la \u2018scatola nera\u2019 deve essere molto robusta, stagna e resistente alle alte temperature: affinch\u00e9 i dispositivi di registrazione possano continuare a funzionare in tutte le condizioni.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la scatola nera di cui mi interessa parlarti \u00e8 un\u2019altra: quella che nella seconda guerra mondiale era installata su aerei e navi da guerra\u00a0<strong>e che conteneva qualcos\u2019altro\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Immagina di essere nel bel mezzo della seconda guerra mondiale e di essere a capo di un esercito: diciamo quello tedesco. Devi necessariamente comunicare con i tuoi mezzi per assegnare le missioni: come comunichi a distanza e in modo sicuro? Certamente ti dovrai affidare alla comunicazione via radio e mandare messaggi su una certa frequenza stabilita, affinch\u00e9 i tuoi \u2018terminali\u2019 in ascolto possano riceverti.\u00a0<strong>Ma non potrai mandare messaggi \u2018in chiaro\u2019<\/strong>, perch\u00e9 altrimenti un nemico in ascolto (che abbia scoperto la tua frequenza di trasmissione) potrebbe facilmente intercettare i tuoi dispacci di guerra. Se conosce il tedesco per lui sarebbe banale capire cosa comunichi e a chi.<\/p>\n<p>Allora devi mandare dei\u00a0<strong>messaggi cifrati:<\/strong>\u00a0con una tua \u2018macchina\u2019 trasformi il tuo messaggio \u2018in chiaro\u2019 in un messaggio criptato: a sua volta il tuo terminale (aereo, nave, etc.) dovr\u00e0 avere a bordo una macchina uguale alla tua in grado di decriptare i messaggi in ingresso (e criptare quelli in uscita). Chi \u00e8 in ascolto per \u2018spiare\u2019 le tue comunicazioni non potr\u00e0 capire cosa comunichi senza avere la tua macchina e senza sapere come funziona: ovvero senza sapere come usa le \u2018chiavi\u2019 create per criptare e decriptare i messaggi.<\/p>\n<p><strong>Questa macchina speciale (crittografica) dove viene tenuta a bordo? Dentro una scatola nera!<\/strong><\/p>\n<p>Questa scatola deve avere una caratteristica fondamentale: deve essere praticamente impossibile da aprire perch\u00e9 se il nemico ne trova una (perch\u00e9 abbatte un tuo mezzo) potrebbe, da l\u00ec in avanti, studiarne il funzionamento e cercare di capire come costruisce le chiavi di criptazione e come usa quelle per decriptare: insomma, potrebbe riuscire a decifrare tutti i tuoi messaggi.<\/p>\n<p>Allora tu cosa fai? Oltre a costruirla in modo super-solido e saldarla su tutti i lati la doti di una carica esplosiva, cosicch\u00e9, nel caso qualcuno cercasse di aprirla gli esploderebbe tra le mani. In questo modo per nessuno sarebbe possibile fare il\u00a0<em>reverse engineering<\/em>\u00a0della macchina, per studiare come funziona. Hai mai visto il film <em>The Imitation Game<\/em> sulla storia di Alan Turing? Te lo consiglio.<\/p>\n<p><strong>Il punto \u00e8 questo: chi veniva possesso di una scatola nera aveva una sola possibilit\u00e0 per studiarla (senza aprirla!). Inviare messaggi in input alla \u2018macchina\u2019 l\u00ec contenuta e studiarne gli output. Per migliaia di volte, fino a trovare delle ricorrenze, degli schemi: insomma, qualcosa che permettesse di capire cosa facesse.<\/strong><\/p>\n<p>Per lo studio del cervello avviato verso gli anni \u201960 del secolo scorso \u00e8 stata pi\u00f9 o meno la stessa cosa. Vista la sua complessit\u00e0 e vista la volont\u00e0 di seguire un metodo scientifico e basato su dati osservabili, un modo per capire come funziona il cervello \u00e8\u00a0<strong>osservare cosa \u2018produce\u2019, senza interessarsi del come lo fa.<\/strong><\/p>\n<p>Quindi studiare che \u2018output\u2019 produce in situazioni diverse (\u2018input\u2019). In particolare, ci\u00f2 che \u00e8 possibile studiare sono gli output che hanno un\u2019evidenza esterna.\u00a0<strong>Comportamenti e linguaggio<\/strong>. \u00c8 molto pi\u00f9 complesso, se non impossibile, studiare i \u2018pensieri\u2019: se chi pensa non te ne parla, e quindi traduce il pensiero in linguaggio, tu non puoi studiare \u2018direttamente\u2019 il pensiero. A quella \u2018realt\u00e0 primaria\u2019 non puoi accedere direttamente.<\/p>\n<p>Sulla scorta di questo importante assunto (ovvero: non possiamo sapere come funziona esattamente il cervello al suo interno e non ce ne interessiamo) il metodo \u00e8 stato semplice: condurre esperimenti e osservazioni empiriche basate dapprima sull\u2019analisi statistica dei dati in output raccolti e poi darne un\u2019interpretazione media, modellando degli schemi; di \u2018apparente\u2019 funzionamento interno (inverificabile direttamente),\u00a0<strong>di comportamento espresso e di linguaggio adottato.<\/strong><\/p>\n<p>Dopo decenni di studi, osservazioni e modelli costruiti per metodo induttivo si giunti a delineare una serie di caratteristiche fondamentali del cervello.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019Iceberg<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Iniziamo a considerare alcune caratteristiche funzionali del cervello, estratte dall\u2019osservazione e dalla sperimentazione condotte nel recente passato\u00a0<strong>pensando al cervello come a una \u2018scatola nera\u2019<\/strong> e andando alla ricerca di schemi e modelli rilevabili dall\u2019esterno, ovvero di tipo comportamentale.<\/p>\n<p>Prima di iniziare a esporti queste caratteristiche voglio chiarire nel modo pi\u00f9 assoluto che queste caratteristiche funzionali sono frutto di una grande approssimazione, rispetto all\u2019incredibile complessit\u00e0 generale del cervello e delle sue potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Di fatto questi schemi e modelli sono dei<strong>\u00a0\u2018riduttori di complessit\u00e0\u2019<\/strong>\u00a0(concetto che potremmo estendere addirittura a tutta la scienza): ovvero, non propongono nessuna verit\u00e0 assoluta, nessuna incrollabile certezza, nessuna vera conoscenza. Sono frutto di un approccio statistico e di ricerca e nessun ricercatore che si possa definire tale dovrebbe utilizzare questi termini riferendosi ai propri modelli e ai propri risultati. Perch\u00e9 la realt\u00e0 dei fenomeni fisici, umani, relazionali e della comunicazione sono talmente complessi che solo con un approccio cauto, possono essere in qualche modo\u00a0<strong>\u2018ridotti\u2019 ad una quantit\u00e0 gestibile di informazioni e di modelli.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo sapevi che circa l\u201980% dell\u2019attivit\u00e0 del tuo cervello \u00e8 al di sotto della soglia della tua consapevolezza?<\/strong><\/p>\n<p>Se tutti i processi elaborativi del tuo cervello fossero congelati, proprio come succede per un iceberg solo una piccola parte emergerebbe dall\u2019acqua. Ovvero: ci\u00f2 che\u00a0<strong>tu<\/strong>\u00a0puoi indirizzare, controllare e monitorare tra tutti i processi elaborativi, \u00e8 una parte pari a circa il 20%. Sono i tuoi pensieri e i ragionamenti che fai consapevolmente, il tuo dialogo interno, l\u2019accesso ai tuoi ricordi e alla memoria a lungo termine che partono da un tuo comando. Tutto il resto (o quasi), il tuo cervello lo fa \u2018da solo\u2019.<\/p>\n<p>Sicuramente non ti stupisce sapere che il tuo cervello si occupa, in modo per te inconsapevole, di molte funzioni vitali: del tuo respiro, della regolazione del battito cardiaco e dei movimenti intestinali; riceve continui \u2018input\u2019 interni dal tuo corpo in base ai quali regola il funzionamento dei vari organi. Una parte a te inconsapevole guida la tua auto mentre vai al lavoro, muove le tue gambe e regola la tua attenzione visiva, uditiva (sensoriale in genere) mentre cammini, muove le tue braccia coordinandone i movimenti mentre nuoti, giochi a tennis, usi il martello.<\/p>\n<p>S\u00ec! Perch\u00e9\u00a0<strong>la parte consapevole si prende cura di indirizzare l\u2019azione<\/strong>\u00a0(\u201cadesso nuoto a rana\u201d, \u201ctiro un dritto lungo-linea\u201d, \u201cpicchio pi\u00f9 forte\u201d)\u00a0<strong>ma l\u2019azione vera e propria \u00e8 poi gestita \u2018in automatico\u2019 dalla parte inconsapevole.<\/strong><\/p>\n<p>Queste capacit\u00e0 tu le hai acquisite in passato con un\u2019azione inizialmente consapevole; nel momento in cui sei stato abbastanza abile e abituato a fare queste cose, queste capacit\u00e0 sono passate nella parte inconsapevole.<\/p>\n<p>Quello che potrebbe stupirti \u00e8 che\u00a0<strong>la componente \u2018immersa\u2019 del tuo cervello si occupa anche di importantissime funzioni che potresti credere essere sotto il\u00a0<\/strong><em><strong>tuo\u00a0<\/strong><\/em><strong>totale controllo<\/strong>: elaborare le percezioni sensoriali e creare una propria \u2018mappa\u2019 della realt\u00e0, prendere decisioni, impostare strategicamente le tue azioni, valutare le tue attivit\u00e0, stabilire il modo di dare e ricevere informazioni, impostare e gestire le relazioni con altre persone. E molte altre.<\/p>\n<p>Facendo un parallelismo con un computer, \u00e8 come se tutte queste attivit\u00e0 inconsapevoli corrispondessero ai programmi che mantengono in vita il pc: quelli del sistema operativo. Lavorano sotto traccia, orientando i tuoi pensieri e il tuo comportamento in modo sottile e potente, tale da non rendertene conto.<\/p>\n<p><strong><em>Conclusione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dopo aver introdotto, nei paragrafi precedenti, le potenzialit\u00e0 e le modalit\u00e0 di funzionamento del cervello (molto a grandi linee e in modo assolutamente non dettagliato n\u00e9 esaustivo), vale la considerazione seguente a chiudere questo articolo: molte delle discipline e delle relative tecniche che trattano dell\u2019interazione con un interlocutore\/paziente al fine di modificare i suoi pensieri, comportamenti, convinzioni o stati si basano sull\u2019arte del comunicare con la parte inconscia della mente della persona \u2013 bypassando il filtro razionale della componente logica e consapevole della mente.<\/p>\n<p>Il tutto, appunto, per modificare comportamenti, reazioni e convinzioni dell\u2019interlocutore e\/o indurlo negli stati (per es. la trance) funzionali agli obiettivi (etici) dell\u2019operatore (infermiere, medico, psicologo, psicoterapeuta, coach\u2026) e del sistema operatore\/paziente.<\/p>\n<p>ARTICOLO SCRITTO PER ASIECI<\/p>\n<p><strong><em>Gianni Latini <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Presidente dell\u2019Accademia Italiana per la Formazione e la Crescita Personale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cervello \u00e8 un organo estremamente articolato e complesso, sia dal punto di vista fisiologico sia funzionale. 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